Vai al contenuto

Cari amici, parliamoci chiaro

Scritto da:

Elia Mercanzin

C’è un tavolo…

Da un lato ci sono 10 africani, dall’altro ci sei tu. Dalla tua parte, salvo quella dove stai seduto, non ci sono altre sedie. Si sa il perché ma non si risolve la carenza di sedie dalla sera alla mattina. Ad ogni modo, gli africani ti fanno capire che vorrebbero passare dall’altra parte del tavolo, dove sei tu perché si sta meglio di là. Almeno così hanno visto su YouTube. Hanno visto tante sedie su YouTube. Tu che sei umano non pensi alle sedie perché a te interessa solo accontentarli e poi si vedrà. Allora che fai? Decidi di fare così: prendi una rivoltella a 10 colpi, inserisci un solo proiettile e fai fare un bel giro al tamburo, come in quel film famoso. Poi, fai scivolare la pistola sul tavolo fino a raggiungere l’altro lato dove stanno gli africani dicendo loro: «Cari amici, parliamoci chiaro. Se non vi foste seduti da quella parte non mi preoccuperei anche perché ce ne sono tanti nel mondo come voi… Normalmente siete come fantasmi a cui è bene non pensare affatto ma visto che vi siete palesati vi voglio aiutare, veramente. Mi sentirei terribilmente in colpa se non lo facessi. Quindi, facciamo un gioco. “Roulette russa”, lo conoscete? No? Non l’avete visto su YouTube? Non importa, fate come dico io, fidatevi. Uno alla volta vi punterete la canna della pistola alla tempia e premerete il grilletto. Completato il giro 9 di voi potranno passare da questo lato del tavolo e avere una sedia, non è meraviglioso? Come dite? Non vedete sedie da questa parte oltre alla mia? In effetti avete ragione… Ma non preoccupatevi qualcuno se ne occuperà. Io sono umano e vi voglio bene ma non posso pensare a tutto! E che cazzo!».

Ci sono i numeri…

Ogni 10 africani che prendono il largo su un barcone 1 muore annegato a poche miglia dal punto di partenza.
Il 33% della popolazione carceraria italiana è composto da stranieri (il che non significa che sono più cattivi, semplicemente che vengono messi in condizione di dover delinquere con maggiore frequenza).
In Italia ci sono 6 milioni di persone tra disoccupati e inoccupati.
Oltre 5 milioni di persone in povertà assoluta.

Ci sono gli irresponsabili…

Tu che vuoi i “porti aperti” sei consapevole che proponi agli africani di giocare alla roulette russa?
Ti prendi tu la responsabilità della vita di quell’uno su dieci che annega?
Ti prendi tu la responsabilità di ciò che accade a quelle persone dopo?
Delle sedie che non ci sono?
Del fatto che dovranno arrangiarsi per trovarne una con le buone o con le cattive?
Domande retoriche: la responsabilità è sempre di qualcun altro. Ovvio. Il quale, di solito, è molto cattivo e razzista. Mica come te.

L’anima bella dell’accoglienza indiscriminata è la tipologia di essere umano più infantile, superficiale ed egoista che abbia mai conosciuto.

Altro che “restiamo umani”.

Se ti va... Condividi!

Articolo precedente

Si scrive propaganda ma si legge Storytelling

Articolo successivo

Immagina di esserti perso nel deserto...

Unisciti alla discussione

  1. E’ meglio avere un mitra di scorta gia pronto a sparare, una sola pallottola puo essere indirizzata
    all’unico che occupa il posto a cui ambiscono, troppe precauzioni non sono mai troppe.
    Questa ingegneria genetica di volere a tutti i costi rendere gli esseri tutti uguali porta a dove
    ci troviamo oggi, una guerra fra simili per continuare a sostenere il vertice della piramide che
    senza l’appoggio della base muore perche il suo nutrimento viene dal basso.
    Gli architetti di questa genialata, credono che sostituendo gli umani con gli androidi possono
    continuare ad esistere, pero non tengono conto che vogliono trasferire la conoscenza umana
    in un processore, possono giocare a scacchi ma come si vede nella storia degli scacchi c’e’
    sempre una via di fuga per fare scacco matto. (l’eccezione alla regola non contemplata)
    La follia coltivata nei millenni ha dato frutti sterili, speriamo che vengano stritolati dalle loro
    stesse creature.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*